A cura di Ivan Stammelluti, Strategy Consultant di The European House – Ambrosetti

 

Dio e l’uomo sono presenti in ogni posto del loro rispettivo creato. A lavoro, ma a casa; in riunione, ma in vacanza; nel salotto di casa, immersi nel mondo. Professionisti urbani affamati di tempo ambiscono ad una felice onnipresenza grazie a free-lance on-demand affamati di lavoro. L’ubiquità è resa possibile da sensori per sensi bulimici e telecamere 360° che presidiano con l’assenza. Quale mondo scegliere di osservare tra le 7 miliardi di fotocamere disponibili e gli infiniti oggetti connessi?  Ogni individuò può essere un eterno reality show in prima persona? Qualcuno è interessato a vendere o a comprare? Oggi il bene di consumo per eccellenza è la comunicazione che paradossalmente si individualizza incessantemente. Ologrammi deporteranno nuvole di pendolari senza più carne verso luoghi di lavoro e aggregazione per preservare dell’estinzione i tradizionali schemi interattivi o questi evolveranno per gestire il “mai visto da nessuna parte”? Quando il “di persona” sarà totalmente messo in discussione?

Vent’anni fa nasceva, già molto anziano, il neologismo “non-luogo” per apostrofare, e svilire, spazi privi di identità e distintività antropologica e storica. Vent’anni dopo i non luoghi si moltiplicano, ogni luogo connesso è un non-luogo, se chi lo popola è sconnesso dal contesto. Pixel in fuga, evasi finalmente dai limiti di uno schermo, creano nuovi mondi personalizzati per soddisfare ogni gusto ed interesse, reali quanto basta a concorrere nel duello impari tra habitat naturali e quelli aumentati. Quale “skin” sceglieremo per la nostra vita? Saremo disposti a comprare la versione premium, senza la pubblicità ai bordi dello “schermo”?

 

IVAN STAMMELLUTI

Consulente senior nella società The European House-Ambrosetti, vanta una solida esperienza di consulenza strategica e piani industriali. Negli ultimi anni ha accompagnato numerose società Italiane in momenti di cambiamento del modello di business nel settore alimentare, machinery, medical device e logistico. Precedentemente ha lavorato in LEK (azienda internazionale di consulenza specializzata in operazioni di M&A), Nestlè (multinazionale alimentare) e BASF (multinazionale settore chimico). Co-fondatore di Talent Garden Milano (rete di coworking) e di Sense Square (tecnologia IOT per la rilevazione della qualità dell’aria nelle smart cities). Ispiratore e co-founder di ASAP HUB, primo network Italiano indipendente di poli di ricerca e applicazioni di business della seconda ondata di tecnologie abilitanti: intelligenza artificiale, blockchain, AR/VR.

 

RISULTATI

Immaginiamo siate qui, ad ascoltare quello che vi sto dicendo, ma allo stesso tempo essere in un altro stato, con altre persone a parlare e divulgare altre idee. Per quanto avanzate, le tecnologie ci permetteranno davvero di essere nello stesso momento in due luoghi diversi? O il nostro diventerà un mondo di cyborg e di illusioni emulanti azioni e personalità umane?

Un’agenzia di comunicazione, nata dopo un workshop allo IAAD di Torino, sta proponendo a enti pubblici e fondazioni, un nuovo modo di diffondere messaggi educativi su piaghe sociali diffuse, come il bullismo nelle scuole e il razzismo. Immersioni in esperienze iper-realistiche con visori 360° dal punto di vista delle vittime sono strumenti potenti di monito e alfabetizzazione etica.

Ma siamo certi che tutti i genitori concorderanno che questo sia un modo giusto per educare i propri figli?

L’umanità dovrà decidere quali nuove tecnologie diffondere e quali limitare. Effetti positivi e negativi si mescoleranno quotidianamente, rendendo complicate le scelte.

In pochi anni in tutto il mondo sorgeranno agenzie con il compito di autorizzare e decidere la diffusione di nuove tecnologie. L’utilizzo di realtà digitali troppo immersive sarà valutato e autorizzato come oggi avviene per medicinali, droghe e armi. Mercati paralleli e illegali si svilupperanno. Ci auguriamo che la democrazia non sia la logica con cui prendere le decisioni.