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Luca Nicelli ci racconta il suo progetto di tesi in Communication design

THESIS PROJECTS

“Il potere espressivo dei sottotitoli”: una tesi in Communication Design in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna

L’obiettivo principale era sviluppare dei sottotitoli che migliorino la visione per persone sorde e allo stesso tempo risulti invisibile per gli utenti udenti.

Il lavoro di Luca Nicelli, studente IAAD. del corso in Communication design, si è concluso con una proiezione cinematografica e un progetto editoriale correlato.

L’obiettivo principale era sviluppare dei sottotitoli che migliorino la visione per persone sorde e allo stesso tempo risulti invisibile per gli utenti udenti.

Il lavoro di Luca Nicelli, studente IAAD. del corso in Communication design, si è concluso con una proiezione cinematografica e un progetto editoriale correlato.

Leggi la trascrizione dell’intervista a Luca Nicelli

con il suo progetto di tesi in Communication design

Ciao, sono Luca Nicelli e ho frequentato il corso di Communication design.

Raccontaci il tuo progetto

Il mio progetto di tesi è stato sui sottotitoli per sordi, quindi io praticamente ho sviluppato un sistema che potesse rappresentare visivamente tutte quelle che sono le caratteristiche del suono, e quindi che non si potrebbero altrimenti vedere per le persone, appunto, sorde.

Questo sistema è nato quindi per aiutare le persone con delle disabilità auditive a poter capire, appunto, tutte le caratteristiche dei film e dei contenuti audiovisivi, però in realtà l’obiettivo era anche quello di creare un sistema che potesse essere invisibile per le persone udenti, che quindi non desse troppo fastidio ma che fosse fruibile per tutti: quindi un sistema il più inclusivo possibile.

Com’è stata la collaborazione con l’azienda?

Il progetto è stato realizzato con la cineteca di Bologna: infatti anche insieme a loro poi ho lavorato a una proiezione, quindi abbiamo organizzato una proiezione presso il cinema Lumiere, appunto, della cineteca, dove è stato proiettato il film Vertigo – in italiano “La donna che visse due vol volte” – di Alfred Hitchcock, che è stato fatto poi con i sottotitoli che appunto ho sviluppato per il mio progetto di tesi, alla quale hanno partecipato anche diverse persone tra cui anche delle persone con delle disabilità auditive, e quindi poi ho potuto testare nel pratico quello che è stato il il sistema che ho sviluppato.

Io ho iniziato a lavorare a questo progetto perché volevo lavorare sia col cinema, che è una delle mie passioni, ma anche con appunto la tipografia, che quindi è l’aspetto principale dei sottotitoli, per cui quindi volevo trovare un modo espressivo tramite la tipografia di rappresentare anche il cinema, e quindi quello che dicono i personaggi.

Quindi, poi, dopo diverse ricerche ho trovato un ambito, che era quindi quello dell’accessibilità dei sottotitoli, che era quello che mi piaceva di più e quindi l’ho seguito e ho fatto questo progetto.

Perché hai scelto IAAD.?

Ho scelto IAAD. perché ho voluto continuare il percorso che ho iniziato anche più da piccolo: sono sempre stato appassionato di grafica e di design in generale, quindi anche alle superiori l’ho studiato e ho deciso di continuare a studiare Communication design, quindi questo era il corso che ho trovato più affine a quello che volevo fare.

Invece, sicuramente una cosa che mi mancherà sarà anche l’avere il rapporto con tutte le persone che vedevo tutti i giorni, perché alla fine, nonostante anche i primi anni siano stati online, e che quindi sia stato più difficile, comunque mi sono legato a delle persone che poi negli anni successivi ho visto, e con le quali sono diventato anche amico, ovviamente, e quindi sicuramente questo è quello che mi mancherà di più: poter vedere le persone che vedevo tutti i giorni.


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