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Progetto di Tesi del Master in Digital Marketing: intervista ad Antonio Carloni di Gallerie d’Italia

Antonio Carloni, Vice Direttore di Gallerie d’Italia, ci racconta l’esperienza di collaborazione con gli/le studentə del Master in Digital Marketing & Communication Management.

Proposte innovative e di frontiera che, supportate da un’attenta analisi dei dati, offrono spunti interessanti per ridefinire le logiche di engagement destinate a un pubblico sempre più giovane.

https://youtu.be/DmRQUnjlOxI

Antonio Carloni, Vice Direttore di Gallerie d’Italia, ci racconta l’esperienza di collaborazione con gli/le studentə del Master in Digital Marketing & Communication Management.

Proposte innovative e di frontiera che, supportate da un’attenta analisi dei dati, offrono spunti interessanti per ridefinire le logiche di engagement destinate a un pubblico sempre più giovane.

Leggi la trascrizione dell’intervista ad Antonio Carloni

sul progetto di tesi del Master in Digital Marketing & Communication Management realizzato in collaborazione con Gallerie d’Italia

Buongiorno, sono Antonio Carloni, sono il vicedirettore delle Gallerie d’Italia e sono il responsabile dei progetti fotografici e delle committenze di Intesa Sanpaolo, quindi un doppio ruolo: da una parte aiuto il direttore Coppola nella gestione del museo, nell’altra invece, insieme al comitato scientifico, propongo e scegliamo i lavori da esporre che ricevono le committenze, che quindi sono tutti quasi tutti lavori inediti.

Lə studentə del Master hanno sviluppato sia un’analisi di scenario sia una strategia evolutiva con proposte concrete: quale dei due contributi avete trovato più interessante?

La cosa bella di lavorare con gli studenti è che poi loro vivono un periodo della vita magico, in cui hanno tempo di riflettere.

Devo dire che dei due aspetti probabilmente il secondo è quello che abbiamo trovato più sviluppato, ma anche più di frontiera, nel senso che poi l’altro è un’analisi dei dati, una raccolta, un provare a mettere insieme cose che già esistono; invece nella seconda parte, il secondo scenario, quello più interessante, quello dove loro si sono tra virgolette “Impegnati di più” e dove hanno trovato anche maggior libertà, quindi sicuramente il secondo.

Le proposte elaborate dallə studentə del Master possono contribuire a rendere la vostra struttura espositiva più ‘appealing’ per il pubblico delle nuove generazioni?

Non abbiamo dubbio su questo.

Facciamo queste collaborazioni con le scuole proprio perché andiamo a cercare le energie fresche, andiamo a cercare soprattutto pensieri nuovi e soprattutto andiamo a cercare quelle necessità che magari noi per motivi anagrafici, per impegni lavorativi, per processi esecutivi estremamente complessi non abbiamo il tempo di sviluppare, quindi è proprio lì che andiamo a cercare, negli studenti ma soprattutto nelle persone della loro età, perché poi ci siamo accorti che ogni persona che viene qui a fare un dibattito, a fare una mostra poi parla alle persone della propria età e quindi è proprio per questo che andiamo dagli studenti a cercare risposte, o anche domande, perché poi sono processi lunghi, e in questo caso siamo convinti che quello che gli studenti hanno fatto sarà per noi utile per andare a creare un engagement diverso sulle generazioni più giovani.

La personalità dellə studentə e le loro proposte vi hanno sorpreso o si sono rivelate conformi alle vostre aspettative?

In realtà ci hanno sorpreso ma è perché proprio quello che facciamo, cioè vogliamo essere sorpresi da loro.

Vogliamo capire che cosa loro pensano ed è assolutamente necessario che loro ci sorprendano: se oggi non ci avessero sorpreso probabilmente l’anno prossimo non faremo un’altra volta una cosa insieme, che invece siamo sicuri di fare.

Come sempre poi noi abbiamo visto quanti, 20 persone, 25, 30, non so il numero preciso, però poi ci sono sempre quei 4-5 che emergono, gli altri magari che emergono meno, però siamo sicuramente rimasti sorpresi di come loro abbiano percepito quello che noi abbiamo dato e di come ce l’abbiamo restituito oggi.


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