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Nel mondo del design contemporaneo, ogni scelta visiva nasce da una cultura, da un contesto storico e da un’evoluzione del pensiero progettuale. La Storia del Graphic Design è la disciplina che permette di comprendere come il linguaggio visivo si sia trasformato nel tempo, influenzando la comunicazione, i media e il modo in cui interpretiamo immagini, segni e sistemi grafici.
Nei corsi IAAD., lo studio della Storia del Graphic Design non è inteso come semplice ricostruzione cronologica, ma come strumento critico e progettuale. Conoscere le origini del graphic design, i movimenti che lo hanno definito e le figure che ne hanno segnato l’evoluzione consente agli studenti di progettare con maggiore consapevolezza, evitando soluzioni superficiali e sviluppando un linguaggio visivo solido, coerente e contemporaneo.
IAAD. ha scelto di inserire questa materia nei propri percorsi formativi perché il designer di oggi deve saper leggere il passato per interpretare il presente e progettare il futuro. Comprendere la storia del graphic design significa acquisire una base culturale indispensabile per affrontare il progetto con metodo, visione e responsabilità.
Nei suoi corsi IAAD. integra la Storia del Graphic Design con la pratica progettuale, collegando i contenuti teorici ai laboratori e ai progetti. In questo modo, la storia diventa uno strumento attivo, capace di supportare il processo creativo e rafforzare la qualità del progetto.
Il corso di Storia del Graphic Design affronta in modo strutturato e approfondito i principali momenti che hanno definito la comunicazione visiva moderna e contemporanea. Gli studenti analizzano l’evoluzione del segno grafico, del lettering e della tipografia, comprendendo come questi elementi si siano sviluppati in relazione ai cambiamenti culturali, tecnologici e sociali.
Lo studio parte dalle origini della stampa e della grafica editoriale, passando per i grandi movimenti del Novecento come il Bauhaus, il Costruttivismo, il Modernismo, lo Swiss Style e la Pop Art, fino ad arrivare al graphic design postmoderno e digitale. Ampio spazio è dedicato all’analisi dei progettisti e degli studi che hanno contribuito a definire il ruolo del graphic designer nel tempo.
Durante il corso, gli studenti imparano a leggere e interpretare manifesti, logotipi, sistemi di identità visiva, layout editoriali e campagne di comunicazione, sviluppando capacità di analisi critica e comparativa. L’obiettivo non è memorizzare date e nomi, ma comprendere i processi, le logiche progettuali e le connessioni tra storia e contemporaneità.
Pur essendo una disciplina teorica, la Storia del Graphic Design nei corsi IAAD. è supportata da strumenti digitali che facilitano l’analisi, la ricerca e la presentazione dei contenuti. Gli studenti utilizzano software professionali per organizzare materiali, sviluppare elaborati e collegare la teoria alla pratica progettuale.
Tra gli strumenti più utilizzati:
IAAD. mette a disposizione degli studenti dei corsi triennali computer, software, licenze ufficiali e assistenza tecnica, garantendo un ambiente di studio professionale e allineato agli standard del settore.
La Storia del Graphic Design fornisce competenze fondamentali che trovano applicazione in numerosi ambiti professionali del design e della comunicazione. Comprendere il passato consente ai futuri designer di progettare soluzioni più efficaci, coerenti e consapevoli, valorizzando il proprio lavoro in contesti creativi e strategici.
Chi studia questa disciplina all’interno dei corsi IAAD. sviluppa una solida base culturale che supporta ruoli come:
La conoscenza della storia del graphic design è particolarmente apprezzata in studi di progettazione, agenzie di comunicazione, editoria, aziende e istituzioni culturali, dove è richiesta la capacità di costruire progetti visivi coerenti, informati e riconoscibili.
No. Nei corsi IAAD. la teoria è sempre collegata alla pratica progettuale. La storia diventa uno strumento per migliorare il progetto contemporaneo.
Non è necessario. Il corso si concentra sull’analisi, sulla comprensione dei linguaggi visivi e sul pensiero progettuale.
Perché permette di progettare con consapevolezza, evitare soluzioni banali e costruire un linguaggio visivo solido e coerente.
Assolutamente. Le aziende e le agenzie apprezzano designer con una forte cultura visiva e capacità critica.
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