A cura di Walter Nicolino, Coordinatore del Corso di Diploma Accademico di I Livello in “Interior design” IAAD

 

Le narrazioni che il mondo digitale propone del futuro, divise tra le distopiche visioni del genere sci-fi e la retorica ottimista della Silicon Valley, trovano sempre maggiori ricadute nella nostra quotidianità, grazie all’evoluzione e alla pervasiva distribuzione degli strumenti tecnologici. Dall’inizio degli anni 2000, alla semplice rappresentazione di questi fenomeni, si è aggiunta l’interazione con habitat virtuali: è del 2003 la nascita di Second Life, sorta di mondo parallelo in cui reinventarsi relazioni, spazi, attività, che però non è mai riuscito ad andare oltre il milione di utenti attivi – trasformandosi in una sala giochi per pochi intimi. Nulla al confronto con gli oltre 2,25 miliardi di utenti del social network Facebook che, a dieci anni dalla sua creazione, continua a connettere le persone, pur con numerose contraddizioni e problematiche da affrontare.

Finora il processo “relazionale” ha prevalso su quello “immersivo”: meglio aumentare la realtà di possibilità, piuttosto che crearsi mondi paralleli in cui fuggire. Che cosa succederà con la sempre maggiore presenza dell’Intelligenza Artificiale nei processi di creazione e gestione degli spazi? Gli spazi diventeranno essi stessi interlocutori dotati di personalità? Si disegneranno da soli? Come ci vedranno? Come comunicheremo con loro? Quale sarà il terreno comune tra l’habitat reale e quello virtuale? Durante la settimana di workshop esploreremo diversi scenari per immaginare possibili evoluzioni del nostro ecosistema, in cui il rapporto uomo-macchina non sarà più una semplice co-abitazione ma una vera e propria co-evoluzione.

 

 

WALTER NICOLINO

Laureatosi presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, svolge attività professionale a Torino nei campi del design, dell’architettura e della progettazione urbana. Dal 2013 è professore a contratto presso il Dipartimento di Architettura e Disegno del Prodotto Industriale dell’Università di Ferrara, dove coordina il gruppo multidisciplinare di ricerca Next City Lab.

 

 

RISULTATI

Durante i giorni di workshop abbiamo messo in discussione la nostra idea di spazio – quello da abitare fisicamente, quello percepito esclusivamente con i sensi, quello da progettare unicamente in modo antropocentrico – in favore di una visione evolutiva, dove il nuovo habitat diventa un soggetto, dotato di intelligenza propria, con cui relazionarsi e instaurare un dialogo.

Dallo spazio-oggetto allo spazio soggetto, dalla co-abitazione alla co-evoluzione.

Gli scenari immaginati hanno coinvolto habitat naturali in grado di auto-ripararsi dai danni provocati dall’uomo; spazi pubblici che coinvolgono i cittadini nelle loro trasformazioni; habitat virtuali dove imparare uno sport, oppure dove tornare a correre se fisicamente limitati; cucine con una memoria infinita; case intraprendenti che chiedono appuntamenti a potenziali inquilini tramite affinità emotive.