A cura di Massimo Temporelli, Presidente e co-founder di The FabLab

 

Gli utensili, i dispositivi e poi le macchine hanno sempre avuto una fortissima influenza sui nostri modi di pensare, agire e lavorare. Dall’Età della Pietra all’uso del fuoco, fino alle Rivoluzioni Industriali, la tecnologia ha sempre ridisegnato ogni prassi sociale, specie in ambito lavorativo. Nell’epoca della Quarta rivoluzione industriale (Industry 4.0), nuovi strumenti e macchine promettono (lo stanno già facendo) di cambiare ancora una volta il nostro modo di lavorare, in particolare in ambito manifatturiero, dalla grande industria alla piccola bottega artigianale. Le tecnologie per la manifattura additiva, la robotica, le macchine a controllo numerico, la Block Chain e l’Internet of Things permettono di ripensare il nostro modo di progettare, produrre, distribuire e vendere i prodotti fisici.

È chiaro che il posto dell’uomo, del cittadino e del professionista subirà forti cambiamenti a livello antropologico e sociale. In questo workshop scopriremo e approfondiremo le nuove tecnologie 4.0 e soprattutto alcuni nuovi trend che stanno per nascere nel mondo del progetto e della produzione e distribuzione dei prodotti fisici.

  • L’artigiano, sarà un artigiano del codice?
  • I clienti andranno a comprare prodotti finiti nei negozi o i negozi spariranno per diventare più simili a botteghe rinascimentali dove la merce verrà, non solo venduta, ma anche prodotta e personalizzata?
  • Esisterà ancora il commesso? Come si trasformerà, che caratteristiche dovrà avere?
  • Come cambierà la filiera Designer/Produttore/Cliente in questo scenario?

 

 

MASSIMO TEMPORELLI

Dopo la laurea in fisica, ha lavorato per 10 anni come curatore al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” a Milano. Oggi è un imprenditore della digital fabrication e un consulente per l’Innovazione e la cultura industriale. È presidente e co-founder di TheFabLab, un laboratorio di fabbricazione digitale con sedi a Milano, Torino e Bologna. Lavora per Radio24, Sky e Rai come conduttore radiofonico e televisivo. Scrive per Wired e Millionaire e i suoi ultimi libri, “4 punto 0” e “Innovatori”, sono stati entrambi pubblicati da Hoepli. Nel 2016 ha vinto il “Federico Faggin Innovation Award”.

 

RISULTATI

Il mondo produttivo di oggi si basa su realtà standardizzate, ingegnerizzate e rigide, in cui designer, artigiani, operai, tecnici, venditori e fruitori sono ancora divisi, classificati e imprigionati nella definizione della loro professione unilaterale in un sistema inflessibile, taylorista e novecentesco.

Noi desideriamo plasmare la realtà giorno per giorno, sradicando il mondo produttivo dalle sue certezze. Vogliamo che queste certezze non derivino più dalla fiducia nella standardizzazione e nell’uniformazione, ma dalla soddisfazione dei bisogni dei singoli individui.

Vorremmo veder nascere nuovi luoghi in cui persone, materiali, tecnologie e idee creino un ecosistema di scambio reciproco e di co-progettazione. In questi luoghi, le competenze dei designer e dei tecnici si mescolano alle necessità dei fruitori, i quali potranno scegliere quanto e in che modo personalizzare i loro prodotti. Il punto di partenza sono i FabLab ma vorremmo di più. Alla nostra visione abbiamo dato un nome: “Melting Point”. Il concetto di “Melting Point” espresso dai ragazzi è molto forte: la manifattura urbana, la sostenibilità ma soprattutto le nuove relazioni di valore che si creerebbero tra chi consuma, chi produce e chi disegna, renderebbero la filiera del prodotto molto più virtuosa e umano centrica.

Il riferimento e le suggestioni per questo spazio hanno rimandato ai ristoranti contemporanei, dove la cucina e la sala da pranzo sono comunicanti, dove il luogo del consumo e della produzione si toccano, creando relazione, nuova umanità, maggior consapevolezza e co-progettazione.

L’Homo Sapiens del futuro in questo modo si evolverà verso: le relazioni, la proattività, l’interdisciplinarità, la sostenibilità, la condivisione e l’equilibrio.