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Senseable Cities

#archidesignevents, rassegna di incontri promossi da IAAD in collaborazione con R.B.C., è lieta di ospitare per il primo appuntamento del 2019 l’architetto e ingegnere Carlo Ratti, fondatore dello studio Carlo Ratti Associati e direttore del MIT Senseable City Lab, gruppo di ricerca del Massachusetts Institute of Technology che esplora come le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui noi intendiamo, progettiamo e infine viviamo le città.

Oggi siamo agli esordi di una nuova rivoluzione: Internet sta entrando nello spazio fisico – lo spazio delle nostre città, in primo luogo – e si sta trasformando nel cosiddetto “Internet of Things”, l’Internet delle cose, portando con sé nuovi modi in cui interpretare, progettare e abitare l’ambiente urbano. Alcuni definiscono questo processo con il nome ‘smart city’, la città intelligente. Ma si tratta di mutazioni più profonde, quasi l’inizio di una nuova era: quell’era “della tecnologia calma” descritta dal grande informatico americano Mark Weiser. Un’era in cui la tecnologia è così radicata nello spazio che abitiamo da potere finalmente “recedere sullo sfondo delle nostre vite”, elemento onnipresente ma discreto. Per questo al termine “Smart” è preferibile il termine “sensibile” – ovvero una città che metta al centro delle cose l’uomo piuttosto che la tecnologia. Una città più umana, tanto “capace di sentire” attraverso sensori digitali quanto “sensibile” rispetto ai bisogni dei suoi cittadini. E’ questa che chiamiamo “Senseable city”.

 

 

Carlo Ratti – Biografia

Architetto e ingegnere, Carlo Ratti insegna presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston, USA, dove dirige il MIT Senseable City Lab, un gruppo di ricerca che esplora come le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui noi intendiamo, progettiamo e infine viviamo le città. È anche il socio fondatore dello studio internazionale di progettazione e innovazione Carlo Ratti Associati, nato a Torino nel 2004. La rivista Esquire lo ha inserito tra i “Best & Brightest”, Forbes tra i “Names You Need to Know” e Wired nella lista delle “50 persone che cambieranno il mondo”. Fast Company lo ha nominato tra i “50 designer più influenti in America” e Thames & Hudson tra i “60 innovators shaping our creative future”. Due tra i suoi progetti – Digital Water Pavillion e Copenhagen Wheel – sono stati inclusi nella lista delle “Migliori invenzioni dell’anno” dalla rivista Time (2007 e 2014). Sempre nel 2014, Copenaghen Wheel ha anche vinto il prestigioso premio Red Dot: Best of the Best.

La partecipazione all’evento è a invito.

Per maggiori informazioni scrive a [email protected]