A cura di Giuseppina Di Paola, Coordinatore del Corso di Diploma Accademico di I Livello in “Textile & Fashion design” IAAD

 

Il workshop è dedicato ad analizzare alcuni studi di frontiera dell’intelligenza artificiale (come per esempio sulle emozioni artificiali e sulla creatività artificiale) e alle potenzialità che esse offrono rispetto a due principali versanti: da un lato, la possibilità delle “nuove macchine” di pensare e di provare emozioni come un essere umano e, dall’altro, la possibilità di insegnare a queste macchine a elaborare pensieri emotivi e, così facendo, di trasmettere ad esse gerarchie di valori e far sì che sviluppino una sorta di creatività. Nell’esaminare lo stato dell’arte di queste applicazioni, gli studenti si confronteranno con i temi classici dei processi di costruzione dell’identità e del ruolo (Goffman, Berger e Luckmann, Dahrendorf, Mead), per comprendere se, e in che termini, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale incide sulla costruzione dell’identità, se è possibile parlare di costruzione di una identità digitale e se l’affermazione di queste applicazioni è destinata a modificare il modo in cui gli individui percepiscono se stessi.

Nel corso del workshop gli studenti saranno chiamati a pensare e progettare un oggetto (fisico o digitale) rappresentativo della funzione che le “nuove macchine” possono assumere nel formarsi delle emozioni e nella generazione delle identità.

 

 

GIUSEPPINA DI PAOLA

Fashion designer e fondatrice del brand Agata Della Torre, si è laureata in Scienze Politiche all’Università di Torino, discutendo una tesi sulla moda come processo culturale. Ha conseguito un Master ASP in “Progetto moda”. Le sue collezioni, ispirate all’architettura e all’arte, si sono affermate per aver adottato un linguaggio formale innovativo e sono state pubblicate sulle più importanti riviste internazionali di moda, come Vogue, Glamour, Cosmopolitan, Vatra e Beandlife. Il suo brand Agata Della Torre, che ha inaugurato nel 2013 il proprio flagship store a Milano, ha partecipato alle principali settimane della moda europee, fra cui Tranoï a Parigi, ed è stato distribuito in Italia, Olanda, Grecia, Spagna e Giappone. Nel 2011, ha fondato il progetto IUDe, un collettivo di fashion designers internazionali che ha l’obiettivo di sostenere i percorsi creativi dei designers indipendenti e che oggi ha un proprio store a Torino. Nel 2013, insieme con i designer di IUDe, ha collaborato con Artissima.

 

RISULTATI

Il workshop è stato dedicato ad analizzare alcuni studi di frontiera dell’intelligenza artificiale (come ad esempio quelli sulle emozioni artificiali e sulla creatività artificiale) e alle potenzialità che essi offrono rispetto a due principali versanti: da un lato, la possibilità delle “nuove macchine” di pensare e di provare emozioni come un essere umano e, dall’altro, la possibilità di insegnare a queste macchine a elaborare pensieri emotivi e, così facendo, di trasmettere ad esse gerarchie di valori e far sì che sviluppino una sorta di creatività. Nell’esaminare lo stato dell’arte di queste applicazioni, gli studenti si sono confrontati con i temi classici dei processi di costruzione dell’identità e del ruolo, per comprendere in che modo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale possa incidere sulla costruzione dell’identità, se sia possibile parlare di costruzione di un’identità digitale e se l’affermazione di queste applicazioni sia destinata a modificare il modo in cui gli individui percepiscono se stessi. Nel corso del workshop gli studenti sono stati chiamati a pensare e a progettare un ‘cyber apprentice’ (CyA), scegliendo se concepirlo come un semplice strumento dotato di un’interfaccia amichevole, come un aiutante virtuale, come un collega di lavoro o addirittura…come un amico. 

Il risultato ha mostrato come alcuni abbiano concepito il CyA come uno strumento capace di aiutare nel lavoro, rendendolo meno faticoso; altri lo hanno invece immaginato come un collaboratore che rende il lavoro più stimolante e suggestivo, accompagnando – anche attraverso forme di realtà aumentata – la fase di ricerca che precede i progetti creativi; per altri ancora, infine, CyA ha assunto i tratti di un amico capace non solo di aiutare nel lavoro, ma di essere un compagno che condivide emozioni e dà valore alle azioni che si svolgono insieme. 

Il workshop è stato introdotto dalle docenti Viviana Bovo e Rossana Damiano del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, che studiano le emozioni artificiali e la creatività computazionale.