Da ottobre 2013 – grazie a un accordo fra la Città di Torino, Lavazza e IAAD – la sede dell’università torinese si trova all’interno del prossimo quartier generale Lavazza e si sviluppa in una storica palazzina industriale all’angolo tra via Bologna e via Pisa, a pochi passi dal fiume Dora e dai Giardini Reali.

Il progetto relativo all’immobile in cui si è insediata la nuova sede IAAD, realizzato dagli architetti Cino Zucchi e Cristiano Picco, ha visto interventi di valorizzazione e recupero funzionale, con attenzione ai valori formali e strutturali dell’edificio storico. L’intervento ha rispettato le indicazioni della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, trattandosi – unitamente all’ex Centrale Elettrica di via Bologna – di un complesso riconosciuto di valore storico e culturale. L’opera non altera quindi i caratteri consolidati nel tempo e il disegno esterno delle strutture, nel rispetto del rapporto tra l’edificio e il tessuto urbano circostante.

“La Città valuta molto positivamente questa sinergia tra privati, con due eccellenze torinesi, di settori diversi, che collaborano per sviluppare progettualità comuni – ha dichiarato il Sindaco della Città di Torino Piero Fassino al taglio del nastro della nuova sede – Il nuovo insediamento, di IAAD prima e di Lavazza poi, avrà ripercussioni positive sul quartiere e sulla Città tutta: da una parte un’Università che funziona come incubatore di ricerca, con un effetto positivo quindi sul sistema economico; dall’altra un’azienda che dimostra concretamente il proprio impegno di riqualificazione di una parte importante della città. Una riqualificazione sia “materiale”, grazie a un progetto architettonico prestigioso e alle opere di urbanizzazione ad esso collegate; sia “culturale”, avendo favorito l’insediamento di giovani universitari, a conferma della vocazione di Torino nell’alta formazione”.

La nuova sede IAAD conta 3.000 mq a disposizione per l’attività didattica, le esposizioni e le conferenze. Si consolida così il ruolo di Torino quale capitale dell’alta formazione.