Illuminotecnica, garden design, exhibit design, prototipazione… Il dipartimento di Interior & Furniture Design si pone come ponte tra il mondo dell’industrial design e quello dei complementi d’arredo

Il dipartimento di “Interior design” IAAD apre a Torino nel 1978. Dal 2005 il dipartimento amplia le proprie competenze avvicinandosi al mondo dell’industrial e dei complementi d’arredo, evolvendo così in “Interior and furniture design”.

L’interior design si occupa della progettazione di spazi e oggetti di uso comune all’interno di ambienti prevalentemente chiusi. L’obiettivo è rendere la vita delle persone non solo gradevole esteticamente, ma anche più comoda e funzionale, in una parola: migliore.

Lavoro del designer è dar vita a un progetto intorno a un obiettivo e non viceversa. Il designer è un professionista che prima definisce il livello di usabilità funzionale e poi si dedica alla progettazione vera e propria senza dimenticare, naturalmente, l’aspetto estetico.

Per progettare non si parte mai dal foglio bianco, bensì dall’analisi di abitudini, bisogni e desideri dell’utente finale. Il designer deve essere in grado di coniugare forma e gusto estetico all’esperienza d’uso.

Una visione didattica che spazia tra ambiti diversi, come garden design e light design

La visione didattica è ampia e trasversale e si articola attraverso ambiti a volte molto diversi tra loro, come il design degli spazi verdi o dell’illuminazione (garden e light design) oppure la progettazione dei luoghi di lavoro e delle aree espositive.

I piani di studio partono dalla storia della progettazione e dell’architettura per passare via via ad argomenti più specifici come metodologia della progettazione, design degli oggetti d’arredo, home design, exhibit design, design dei processi sostenibili, ergonomia, tecnologia dei materiali – supportata dal laboratorio di modellistica, tecniche di rappresentazione, strategie di comunicazione del prodotto… E poi, naturalmente, disegno tecnico, architettonico, schetchinge software di ausilio alla progettazione, come PhotoshopAutocad e Revit.

Grazie al supporto attivo delle realtà partner – concretizzato nella realizzazione di lezioni speciali, visite aziendali, workshop, seminari, stage, progetti e tesi – il dipartimento di “Interior and furniture design” IAAD dispone di supporti specifici costantemente aggiornati, offrendo ai propri studenti occasioni per cimentarsi al fianco dei maggiori esperti nazionali e internazionali.

DIPARTIMENTO DI INTERIOR AND FURNITURE DESIGN

Diploma Accademico di I livello in Design (DIPL02)
indirizzo Interior design

Piano di studi del trienno

settore scientifico accademico

ambito disciplinare

attività formative di base

Scienze della comunicazione

Semiotica del design

Metodi e strumenti per la rappresentazione

Geometria proiettiva

Storia e cultura del design

  • Storia delle arti e delle tecniche

  • Storia e cultura del design

Scienze matematiche e fisiche

Fisica per il design

Scienza e tecnologia dei materiali

Scienza e tecnologia dei materiali

CFA

32 CREDITI

attività formative caratterizzanti

Basic Design

Basic design

Design degli ambienti

  • Arredamento

  • Progettazione degli interni (interior design)

  • Design degli ambienti

Design dei sistemi

Progettazione integrata di prodotto

Tecnologie di produzione

Tecnologie di produzione

Design del prodotto/Design degli ambienti

Discipline caratterizzanti di indirizzo attivate annualmente su proposta del Consiglio Accademico

CFA

76 CREDITI

altre attività formative

Analisi e rappresentazione della forma e del progetto

Tecniche e linguaggi della rappresentazione

Tecniche informatiche multimediali

Elementi di informatica per il design

Tecniche di rappresentazione e comunicazione del progetto

  • Disegno automatico CAD

  • Modellistica

Scienza e linguaggi della percezione

Teoria della percezione

Ergonomia

Ergonomia

Gestione dell’attività professionale

Gestione dell’attività professionale

Sociologia e antropologia del Design

Sociologia del design

Progettazione grafica dell’immagine

Progettazione grafica dell’immagine

Design della comunicazione

Design della comunicazione

CFA

45 CREDITI

Lingua inglese

CFA

4 CREDITI

Autonome

CFA

9 CREDITI

Tirocinio

CFA

9 CREDITI

Tesi

CFA

5 CREDITI

totale 180 CREDITI

Interior design, orari per l’anno accademico in corso

L’apertura dell’Anno Accademico è prevista nella prima settimana di ottobre, con la consueta cerimonia di inaugurazione.

Le lezioni ordinarie hanno inizio la settimana successiva, secondo gli orari e giorni comunicati per le singole materie, e si svolgono dal lunedì al venerdì; occasionalmente possono essere inserite attività il sabato. Eventuali lezioni straordinarie e incontri seminariali sono comunicati con il dovuto preavviso rispetto alla data dell’attività stessa.

Le lezioni e il relativo orario seguono in via ordinaria il calendario pubblicato nella Bacheca Studenti prima dell’inizio dei singoli semestri.

E’ buona norma consultare quotidianamente l’orario affisso in bacheca per verificare eventuali variazioni e le aule in cui si svolgeranno le lezioni.

INTERIOR DESIGN – CALENDARIO

Inaugurazione A.A. 2016-2017
– 2° e 3° anni: giovedì 6 ottobre 2016
– 1° anni: giovedì 13 ottobre 2016

I Semestre
– 2° e 3° anni: dal 10 ottobre 2016 al 21 gennaio 2017
– 1° anni: dal 17 ottobre 2016 al 28 gennaio 2017

Design Workshop – solo 2° e 3° anni
– dal 13 febbraio 2017 al 17 febbraio 2017

II Semestre
– dal 20 febbraio 2017 al 27 maggio 2017

Sessione esami e tesi:
– I sessione ordinaria: dal 6 al 11 febbraio 2017
– II sessione ordinaria: dal 12 al 21 giugno 2017 (1° e 2° anni)
– II sessione ordinaria: dal 12 al 17 giugno 2016 (3° anni)
– I sessione straordinaria: dal 5 al 10 giugno 2017
– II sessione straordinaria: settembre 2017
– sessione ordinaria di tesi: dal 26 giugno al 20 luglio 2017 compresi

Settimane di sospensione lezioni ordinarie:
– dal 13 al 18 febbraio 2017 (1° anni)
– dal 30 gennaio al 4 febbraio 2017 (2° e 3° anni)
– dal 19 al 24 giugno 2017

Durante queste settimane lo studente è tenuto a garantire la disponibilità a partecipare a eventuali lezioni aggiuntive o di recupero.

Il calendario potrebbe subire variazioni che verranno debitamente comunicate.

Interior design, informazioni sulla sessione esami per l’anno accademico in corso

L’ammissione alla sessione ordinaria d’esame (2 per anno accademico) è subordinata alla regolarità della posizione amministrativa, alla frequenza minima obbligatoria alle lezioni e – se previste – al superamento delle verifiche intermedie indicate per singola materia.

In caso di mancato superamento di uno o più esami nella sessione ordinaria, lo studente potrà accedere agli appelli della sessione straordinaria d’esame (2 per anno accademico).

Il dettaglio delle norme che regolano l’accesso alle sessioni d’esame è contenuto nel Regolamento di Istituto, consegnato annualmente agli studenti e disponibile presso l’Ufficio Didattico.

Sessione esami e tesi:
– 1° sessione ordinaria 
– 2° sessione ordinaria – 2° sessione ordinaria
– 1° sessione straordinaria 
– 2° sessione straordinaria
– sessione ordinaria di tesi  compresi

Interior design, tesi di laurea

Per conseguire il titolo di studio, al termine del terzo anno di corso, lo studente IAAD deve presentare due tesi: una Tesi di Classe di Laurea e una Tesi Individuale, oltre al Portfolio personale.

La Tesi di Classe di Laurea, differente per ogni specializzazione e da realizzare in gruppi di lavoro, consiste nella realizzazione di un progetto indicato dall’Istituto, coerente con i vari temi trattati all’interno del percorso di studi.

La Tesi di Classe di Laurea è svolta con la supervisione del Coordinatore di Dipartimento e dei Docenti del 3° anno, con il supporto di interventi esterni – aziende partner e relativi referenti.

La Tesi Individuale consiste nello sviluppo di un progetto individuale che lo studente deve svolgere in totale autonomia, individuando un tema, un’azienda partner con relativo referente (Relatore Esterno) e un supervisore all’interno del corpo docente IAAD (Relatore Interno).

La sessione ordinaria di tesi è prevista annualmente in luglio.

Cosa si intende esattamente per ‘Interior & furniture design’?

In sostanza si tratta di progettare spazi e oggetti di uso comune all’interno di ambienti prevalentemente chiusi. Tutto gira intorno al desiderio di rendere la vita delle persone non solo gradevole esteticamente – anzi, a dire il vero, quello è un problema secondario – ma anche più comoda, funzionale. In una parola: migliore.

Quindi l’estetica è secondaria? Ho sempre pensato che per un designer forma e bellezza fossero tutto.

Sai come si dice: la convinzione è la peggiore delle pazzie. Dimentica l’immagine del creativo tutto stravaganze. La prima cosa da mettersi in testa è che un prodotto bello a vedersi ma poco, o per nulla, funzionale normalmente perde ogni attrattiva: la parola che deve risuonarti sempre in testa è ‘usabilità’. Il lavoro del designer è quello di dar vita a un progetto intorno a uno scopo e non viceversa. Il designer inconsapevole prima progetta e solo in seguito si pone il problema della funzione e dell’usabilità: certo, quando il prodotto è fatto e finito, in qualche modo si riesce sempre a farne qualcosa, a renderlo utilizzabile. Che fatica, però… Il designer consapevole, un professionista, segue la strada opposta: prima definisce il livello di usabilità funzionale e poi si dedica alla progettazione vera e propria senza dimenticare, naturalmente, l’aspetto estetico.

Se parliamo di materie, di discipline vere e proprie, cosa si studia?

Historia Magistra Vitae: è un concetto vecchiotto ma sempre attuale. Si parte dal passato per capire il presente e anticipare le idee del futuro: la storia della progettazione e dell’architettura sono fondamentali per capire come si sono evoluti i concetti di spazio e di progetto. Pensa a quanto sono cambiate, per esempio, le sale congressi, a com’erano negli anni ’40 e come sono oggi: prima erano strutture rigide, statiche, non c’erano spazi dedicati agli sponsor, non si faceva progettazione acustica; oggi sono ambienti più duttili, multifunzionali, si lavora sull’acustica e su molte altre esigenze.

Poi si passa a corsi più specifici come metodologia della progettazione, design degli oggetti d’arredo, home design, exhibit design, design dei processi sostenibili… Inoltre, siccome ogni progetto dev’essere anzitutto a misura d’uomo, non può mancare l’ergonomia. IAAD fa riferimento alle Metodologie Ergonomiche definite dall’Ergo Lab, il laboratorio nazionale con sede a Udine. Si tratta di 12 metodi ergonomici a disposizione del progettista, che si riassumono poi in tre gradi di giudizio: usabilità, efficienza, efficacia.

Oltre ad ergonomia nel corso dei tre anni si studiano tante altre cose: tecnologie dei materiali, tecniche di rappresentazione, strategie di comunicazione del prodotto…

L’obiettivo del corso qual è?

L’interior designer, più di chiunque altro, deve tenere a mente che il suo lavoro parte da un qualcosa – un presupposto, una precondizione – che esiste già nella mente del cliente. Non si parte mai dal foglio bianco, si parte dalla mentalità, dalle abitudini, dai bisogni e, dai desideri del cliente. Il designer deve essere in grado di coniugare la forma e il gusto estetico all’esperienza d’uso, a ciò che oggi chiamiamo ‘user experience’. È un equilibrista che si destreggia tra creatività e razionalità, tra il suo estro poetico e le normative da rispettare. In questa sintesi risiede il nostro obiettivo.

Perché dovrei venire a studiare Interior Design proprio allo IAAD?

Perché hai voglia di costruire la tua vita professionale su solide basi. Il nostro punto di forza è l’ampiezza dello sguardo: il primo passo consiste nello ‘svecchiare’ la concezione di Interior Design, che non deve banalmente ridursi al mero home o furniture design: qui ci muoviamo attraverso molteplici ambiti a volte molto diversi tra loro, come il design dei giardini o dell’illuminazione (garden e light design) oppure la progettazione dei luoghi di lavoro, dei negozi e delle aree espositive. La visione dev’essere il più possibile ampia e trasversale, il bagaglio di conoscenze molto vasto, perché in questo lavoro tutto serve e nulla può essere lasciato al caso.

Si fa principalmente teoria o ci si sporca anche un po’ le mani?

Riempirti la testa di teorie senza darti l’opportunità di metterle in pratica sarebbe sciocco per due ovvie ragioni. Primo: perché sperimentare è il modo migliore per capire e la strada più veloce per imparare. Secondo: perché se si trattasse di stare seduti e prendere appunti saremmo uguali a tutti gli altri, ed è esattamente ciò che vogliamo evitare. Come te, anche noi desideriamo distinguerci.

Oltre a laboratori che aiutano a sviluppare manualità e sensibilità per i materiali (può sembrare banale ma a volte saper scegliere, ad esempio, il plexiglas al posto del legno può salvare un progetto) si fanno anche simulazioni, modellizzazioni, proiezioni, uscite didattiche.

Simulazioni, modelli, mockup … questo sì che mi piace.

Frena, non ti eccitare: quando parliamo di simulazioni intendiamo tecniche, metodologie che ti aiutano a calarti nei panni del cliente, capire i suoi reali bisogni e soddisfarli al meglio.

Per quanto riguarda i modelli, anche qui scordati le riproduzioni in scala dei galeoni o dei bombardieri della seconda mondiale. Non siamo al kinderheim. Si tratta di veri e propri plastici che danno l’idea di come concretamente si dispiegherà il progetto. I clienti capiscono più da un prototipo 3D, anche se piccolo, piuttosto che da decine di rendering sofisticatissimi (che alla fine una volta stampati diventano bidimensionali perdendo molto fascino e comprensibilità). Toccare con mano ha sempre il suo perché.

Si lavora di più in gruppo o individualmente?

Un po’ e un po’. Comunque, intendiamoci, se per lavoro di gruppo intendi un modo per sgobbare di meno, divertirti e fare casino, non è questo il caso. Lavorare insieme è molto più difficile di quel che si pensi. Prova a immaginare: quattro o cinque esaltati come te, con la stessa voglia di spaccare il mondo e di far valere il proprio punto di vista. Vedi dov’è la sfida? In questi momenti si impara a riconoscere e sfruttare sia i propri punti di forza che quelli dei propri colleghi, mettendo il tutto a disposizione del cliente. Si impara a mediare e dialogare lasciando da parte le ego-menate e concentrandosi sull’unico vero obiettivo: soddisfare la committenza.

Lavorare individualmente, d’altra parte, permette ai docenti di capire se il programma ti è chiaro e la tua maturità progettuale sta procedendo nel giusto modo.

Come faccio a essere sicuro di avere le carte in regola?

Qualche indizio c’è. Innanzitutto il fatto che tu, in questo esatto momento, stia leggendo queste righe; che l’altro giorno, seduto a tavola, abbia detto ai tuoi che vorresti frequentare Interior Design allo IAAD invece di un corso ‘trasversale’ ad architettura o un master in Feng Shui a Singapore; che alla fine ti senta più attratto da strutture formative vivaci ed esigenti che da certi allettanti ‘parcheggi’ accademici. Tutto questo dimostra che sei uno cui piace andare al punto. Uno dei nostri.

Per il resto le qualità di un bravo studente sono le stesse che contraddistinguono un bravo interior designer: versatilità, propositività e indipendenza.  Se ti sei sorpreso più di una volta a immaginare come rimettere a nuovo camera tua e, chiudendo gli occhi, riuscivi a vedere il tutto come in un filmato 3D, quasi potessi toccarlo allungando la mano. Se ti piace leggere, curiosare, approfondire… sei il nostro uomo, o la nostra donna!

Mi preoccupa un po’ il ‘disegno’.

Se a Interior entrassero solo dei novelli Giotto, le aule sarebbero semi-deserte. Chi vuole fare questo mestiere dovrebbe avere idea di come si tiene una matita in mano, ma soprattutto essere disposto ad imparare – disegno tecnico, architettonico e schetching, che sono materie del primo anno – questo sì. Il disegno é uno strumento di comunicazione che serve per farsi capire dagli altri. Poi potrai consolarti con i programmi 2D e 3D che ti daranno una grossa mano.

Al massimo posso sopperire con le tecnologie, lì me la cavo.

Hai appena segnato un punto! Nessuno si aspetta che tu sia il wizard di AutocadRevit (due dei programmi che imparerai a usare qui), ma se non ci metti tre giorni a capire come si apre un file è meglio.

Alla fine dei tre anni, devo continuare a studiare o posso cominciare a lavorare?

Discussa la tesi, salutati professori e compagni… sei libero! Interior è stato concepito per trasmetterti tutto ciò che ti serve per prenderti delle soddisfazioni nel mondo del lavoro. Anche perché, parliamoci chiaro, è vero che studiare quel che ci piace non pesa più di tanto, ma si tratta pur sempre di lezioni tostarelle, nottate sul computer, esami ansiogeni… Poi, se vorrai, potrai approfondire tematiche specialistiche con i master. Il mercato è competitivo e un’iper specializzazione non gusta mai. A te la scelta.

Perché un cliente dovrebbe scegliere me invece di uno che esce da architettura con la specialistica e magari anche un master?

Quando ti tufferai nel mare del lavoro, ti renderai conto di saper già nuotare: gli anni passati a confrontarti con progetti, modelli e clienti di ogni tipo ti hanno temprato, hanno fatto di te un giovane professionista. Rispetto a chi ha passato anni sui libri, tu hai un grande vantaggio, che risponde al nome di ‘esperienza sul campo’. Nessuno vuol perdere tempo dietro al nuovo assunto per insegnargli cose che dovrebbe sapere già. Di solito negli studi di design si adopera il ‘metodo filippino’: vieni buttato in acqua e, se sai nuotare, tanto meglio, altrimenti arrivederci. Ecco la tua marcia in più: non sei il solito studente post-universitario, spaventato e ansioso; sei un giovane designer preparato e come tale hai le tue esperienze, i tuoi lavori da presentare e, soprattutto, sai cosa vuol dire lavorare sotto pressione. Ti buttassero pure dentro alla Fossa delle Marianne. Tu hai studiato allo IAAD e nuoti alla grande, hai persino uno stile impeccabile.