Comunicazione digitale, multimedialità, entertainment, big data, internet of things. Un mondo che i creativi di oggi devono conoscere per diventare professionisti aggiornati nel prossimo futuro.

Il modo più semplice per definire la ‘comunicazione digitale’ consiste nel dire che essa comprende tutte le iniziative di comunicazione, pubblicità e marketing veicolate attraverso strumenti di natura digitale: piattaforme web, mobile application, sistemi multimediali, giochi e applicazioni interattive, digital signage, realtà virtuale e aumentata, ontologie semantiche, ecc. È un ambito vastissimo, che peraltro tende ad ampliare continuamente i propri confini sia dal punto di vista dell’innovazione tecnologica sia da quello delle modalità di impiego a fini informativi, commerciali e di entertainment.

Il principale obiettivo del Corso di Laurea in Digital Communication è quello di formare figure professionali che, senza rinunciare alle consuete prerogative dei ‘creativi’ (fervida immaginazione, pensiero laterale, cultura letteraria e iconografica, gusto estetico e sensibilità artistica), siano in grado di dialogare con il pubblico attraverso i media digitali e di sfruttare le opportunità offerte a ciclo pressoché continuo dagli sviluppi della computer science.

Il Corso si struttura in 3 macro-aree, di cui una si concentra sugli skill eminentemente ‘creativi’ (sviluppo delle capacità associative, copywriting e gestione contenuti, art direction e design in genere), un’altra sul background culturale e informativo necessario a chi opera in questo ambito (storia dei nuovi media, modelli di business digitale, fondamenti di informatica e di ergonomia), e un’altra ancora sulle competenze tecniche propriamente dette (software applicativi, programmazione in ambiente web e mobile, search engine optimization, gestione dei social media e tecniche di project development). Un’attenzione particolare è infine dedicata alle tecnologie semantiche, al big data e a internet of things.
Ognuno di questi aspetti viene affrontato sia dal punto di vista teorico-concettuale, sia – e questo è un indubbio fattore qualificante rispetto ad altre esperienze universitarie – dal punto di vista concreto-applicativo attraverso progetti realizzati in collaborazione con aziende leader di settore.

 

Direttore Strategico: Lorenzo De Rita

Coordinatore Diploma Accademico di I livello: Massimo Morelli

DIPARTIMENTO DI COMMUNICATION AND GRAPHIC DESIGN

Diploma Accademico di I livello in Progettazione Grafica ed Editoriale (DIPL01)
indirizzo Design della Comunicazione – Digital Communication

Piano di studi del trienno

settore scientifico accademico

ambito disciplinare

attività formative di base

Storia e cultura della comunicazione

– Storia delle comunicazioni visive

– Cultura e grafica del design – Progettazione audio/video 

Scienze della comunicazione

Teoria della comunicazione

Tecniche di produzione grafica 

Tecniche di impaginazione

Tecniche informatiche multimediali

Elaborazione digitale dell’immagine

Sociologia e antropologia della comunicazione

Sociologia della comunicazione

Metodi e strumenti per la rappresentazione

Metodi e strumenti della

rappresentazione

CFA

32 CREDITI

attività formative caratterizzanti

Design della comunicazione

– Art direction

– Identità aziendale – Fotografia digitale

– Comunicazione di pubblica utilità – New Media

– Web project management

Tecniche e linguaggi della comunicazione

– Tecniche di scrittura per i media – New Media

– Comunicazione della marca – SEO/SMO

Metodologia della progettazione

Metodologia della progettazione – Progettazione digitale

Design del prodotto

Design del prodotto – Usability

Design della comunicazione/Design dei sistemi

Discipline caratterizzanti di indirizzo attivate annualmente su proposta del Consiglio Accademico

CFA

76 CREDITI

altre attività formative

Progettazione multimediale

– Applicativi multimediali

– Design multimediale

Scienza e linguaggi della percezione

Teoria della percezione

Economia e gestione delle imprese

Marketing – Digital Marketing

Gestione dell’attività professionale

Gestione dell’attività professionale

Analisi e rappresentazione della forma e del progetto

Tecniche e linguaggi della rappresentazione

Progettazione grafica dell’immagine

– Illustrazione

– Progettazione grafica

– Progettazione dei caratteri – Fontographer

CFA

45 CREDITI

Lingua inglese

CFA

4 CREDITI

Autonome

CFA

9 CREDITI

Tirocinio

CFA

9 CREDITI

Tesi

CFA

5 CREDITI

totale 180 CREDITI

Digital communication design, orari per l’anno accademico in corso

L’apertura dell’Anno Accademico è prevista nella prima settimana di ottobre, con la consueta cerimonia di inaugurazione.

Le lezioni ordinarie hanno inizio la settimana successiva, secondo gli orari e giorni comunicati per le singole materie, e si svolgono dal lunedì al venerdì; occasionalmente possono essere inserite attività il sabato. Eventuali lezioni straordinarie e incontri seminariali sono comunicati con il dovuto preavviso rispetto alla data dell’attività stessa.

Le lezioni e il relativo orario seguono in via ordinaria il calendario pubblicato nella Bacheca Studenti prima dell’inizio dei singoli semestri.

E’ buona norma consultare quotidianamente l’orario affisso in bacheca per verificare eventuali variazioni e le aule in cui si svolgeranno le lezioni.

DIGITAL COMMUNICATION DESIGN – CALENDARIO

Inaugurazione A.A. 2016-2017
– 2° e 3° anni: giovedì 6 ottobre 2016
– 1° anni: giovedì 13 ottobre 2016

I Semestre
– 2° e 3° anni: dal 10 ottobre 2016 al 21 gennaio 2017
– 1° anni: dal 17 ottobre 2016 al 28 gennaio 2017

Design Workshop – solo 2° e 3° anni
– dal 13 febbraio 2017 al 17 febbraio 2017

II Semestre
– dal 20 febbraio 2017 al 27 maggio 2017

Sessione esami e tesi:
– I sessione ordinaria: dal 6 al 11 febbraio 2017
– II sessione ordinaria: dal 12 al 21 giugno 2017 (1° e 2° anni)
– II sessione ordinaria: dal 12 al 17 giugno 2016 (3° anni)
– I sessione straordinaria: dal 5 al 10 giugno 2017
– II sessione straordinaria: settembre 2017
– sessione ordinaria di tesi: dal 26 giugno al 20 luglio 2017 compresi

Settimane di sospensione lezioni ordinarie:
– dal 13 al 18 febbraio 2017 (1° anni)
– dal 30 gennaio al 4 febbraio 2017 (2° e 3° anni)
– dal 19 al 24 giugno 2017

Durante queste settimane lo studente è tenuto a garantire la disponibilità a partecipare a eventuali lezioni aggiuntive o di recupero.
Il calendario potrebbe subire variazioni che verranno debitamente comunicate.

Digital communication design, informazioni sulle sessioni esami dell’anno accademico in corso

L’ammissione alla sessione ordinaria d’esame (2 per anno accademico) è subordinata alla regolarità della posizione amministrativa, alla frequenza minima obbligatoria alle lezioni e – se previste – al superamento delle verifiche intermedie indicate per singola materia.

In caso di mancato superamento di uno o più esami nella sessione ordinaria, lo studente potrà accedere agli appelli della sessione straordinaria d’esame (2 per anno accademico).

Il dettaglio delle norme che regolano l’accesso alle sessioni d’esame è contenuto nel Regolamento di Istituto, consegnato annualmente agli studenti e disponibile presso l’Ufficio Didattico.

Sessione esami e tesi:
– 1° sessione ordinaria 
– 2° sessione ordinaria – 2° sessione ordinaria
– 1° sessione straordinaria 
– 2° sessione straordinaria
– sessione ordinaria di tesi  compresi

Digital communication design, tesi di laurea

La Tesi di Classe di Laurea, differente per ogni specializzazione e da realizzare in gruppi di lavoro, consiste nella realizzazione di un progetto indicato dall’Istituto, coerente con i vari temi trattati all’interno del percorso di studi.

La Tesi di Classe di Laurea è svolta con la supervisione del Coordinatore di Dipartimento e dei Docenti del 3° anno, con il supporto di interventi esterni – aziende partner e relativi referenti.

La Tesi Individuale consiste nello sviluppo di un progetto individuale che lo studente deve svolgere in totale autonomia, individuando un tema, un’azienda partner con relativo referente (Relatore Esterno) e un supervisore all’interno del corpo docente IAAD (Relatore Interno).

La sessione ordinaria di tesi è prevista annualmente in luglio.

Questo è il dipartimento che forma i pubblicitari?

Giusto, anche se in realtà bisogna distinguere: da una parte c’è la pubblicità in senso stretto, l’advertising, per intenderci quello delle grandi campagne, degli spot televisivi, eccetera. Dall’altra parte c’è tutto quello che riguarda la cosiddetta ‘comunicazione’, che oggi spazia dall’immagine coordinata al web semantico, dal packaging ai servizi giornalistici, dalla sceneggiatura di documentari alle mobile application. Naturalmente i confini sono tutt’altro che netti e precisi, tuttavia esistono ed è giusto tenerli in considerazione: sta di fatto che le agenzie di pubblicità e le società di comunicazione sono realtà abbastanza diverse, a volte neppure parenti. IAAD, comunque, forma sia i pubblicitari sia i professionisti della comunicazione.

In cosa consiste la formazione di un pubblicitario / comunicatore?

Questo tipo di formazione deve tener conto di molti aspetti. Andiamo con ordine: innanzitutto serve curiosità, serve cultura: se non sei un cinéphile, se non vai alle mostre d’arte contemporanea, se non ti interessano i cosiddetti ‘nuovi linguaggi’ puoi anche cimentarti con la comunicazione, ma di certo è tutto più difficile. I docenti a lezione fanno del proprio meglio, cercano di passarti conoscenzee strumenti, ma arrivano fino a un certo punto: se poi nel tempo libero non vai a vederti una mostra neanche a morire, loro non possono farci niente. It’s up to you, tocca anche a tecrearti una cultura personale di settore.

Nuovi linguaggi? New media? In che senso?

A lezione ti insegniamo la storia della pubblicità, ti sveliamo i fondamenti psicologici della persuasione, ti raccontiamo i rudimenti della storia della fotografia e del video-making, ma non basta. Il pubblicitario ha la tendenza ad auto-ghettizzarsi, a rannicchiarsi dentro al suo ambiente come in un nido caldo e ovattato: parla sempre dei ‘guru’ della pubblicità, degli spot premiati a Cannes, di quella roba lì. Così facendo, in realtà, finisce per togliere ossigeno alla sua creatività. Al contrario, un buon pubblicitario dovrebbe interessarsi soprattutto a quanto di nuovo e sorprendente vada affiorando nel consorzio umano; molti di questi ‘nuovi linguaggi’ si manifestano nell’ambito dell’arte contemporanea (le cosiddette ‘avanguardie’), cui bisogna quindi dedicare particolare attenzione. Condizione necessaria, ma non sufficiente: le antenne del creativo devono saper cogliere ogni minima vibrazione ovunque si manifesti, dal barbiere, allo stadio, alla filarmonica o sulla strada.

Allo IAAD non possiamo darti la pappa fatta, ovvero fornirti ogni giorno la mappa dei nuovi linguaggi, che peraltro cambiano costantemente. Quel che possiamo fare è allenarti a stare in ascolto e anzi metterci in ascolto insieme a te, ogni giorno, con infinita pazienza. I risultati sono sorprendenti.

Oltre alla cultura e a questa sensibilità per i ‘nuovi linguaggi’, che altro serve?

Servono anche delle conoscenze tecniche, quelle che oggi chiamiamo all’anglosassone ‘technicalities’. Tanto per cominciare, bisogna padroneggiare, anzi spadroneggiare i software, soprattutto la suite Adobe. Potrà non piacere, ma oggi Photoshop, Illustrator e Indesign (dobbiamo contare anche After Effect, Premiere e Dreamweaver?) la fanno da padroni. C’è anche dell’altro, e si va nello specialistico: Maya per la modellazione 3d, Avid o Final Cut per la post-produzione video, Joomla o Word Press per i cms.

Sulla conoscenza dei software allo IAAD non ammettiamo deroghe: ti chiudiamo in laboratorio finché non sei in grado di usare questi strumenti anche in stato di sonnambulismo.

Tra le technicalities che riteniamo assolutamente irrinunciabili annoveriamo anche la tipo-grafia, ovvero la conoscenza dei caratteri tipografici e i fondamenti della loro progettazione. Se pensi che non sia un tema importante puoi andarti a leggere la storia di Cyrus Highsmiths, il designer che si chiese se un contemporaneo avrebbe potuto vivere senza tutti gli oggetti caratterizzati dalla presenza del font Helvetica. La risposta, manco a dirlo, fu negativa.

Lo stesso dicasi per i colori, che come sapevano i cinesi, sapeva Goethe, e ci auguriamo sappia anche tu, influiscono moltissimo sulla psiche e in particolare sull’inconscio delle persone. Chi sceglie la giusta ‘palette’ cromatica è già a metà dell’opera, forse anche più in là.

In ambito digitale, infine, anche SEO (Social Media Optimization) e SMO (Social Media Optimization) sono ormai conoscenze tecniche indispensabili. E IAAD, naturalmente, ha predisposto un corso ad hoc.

E la creatività?

Ci arriviamo, però prima dobbiamo spiegarti una cosa. Noi di IAAD non siamo dei romantici.  I romantici credono che la creatività sia appannaggio del genio, un essere straordinario che crea in perfetta solitudine attingendo direttamente alle sorgenti del divino o dell’inconscio. Per i romantici genio non si diventa, si è per nascita, e tutti coloro che geni non sono sono condannati al rango di volgari imitatori. Imitatori di chi? Ma del genio, naturalmente.

Secondo noi questa visione romantica è non solo sbagliata, ma addirittura velenosa. Noi pensiamo che un po’ di talentoe una buona predisposizione all’origine aiutino, ma che poi creativi si diventi, che quasi chiunque lo possa diventare. Tra l’altro, se così non fosse IAAD che ci starebbe a fare? La verità è che la tanto decantata fantasia (o ‘immaginazione creativa) in fin dei conti non è altro che capacità associativa: il creativo dà vita ad associazioni tra parole, suoni, immagini e grafemi più coraggiose, più selvagge di quelle prodotte abitualmente da chi creativo non è. Gianni Rodari li chiamava ‘binomi fantastici’. Ci pagano per questo, per produrre binomi fantastici, per fare associazioni sorprendenti che agli altri non vengono. E la buona notizia è che la capacità associativa si può sviluppare, è come un muscolo che si allena in palestra. Ecco, IAAD è una palestra per lo sviluppo dei muscoli associativi e gli attrezzi si chiamano benchmarking, mind mapping, brainstorming, cardsorting… Sei pronto per il mind-fitness?

Sembra che questo corso formi dei superuomini.

Niente superuomini, solo bravi pescatori. In fondo, cos’altro è un creativo se non un appassionato pescatore alla costante ricerca del suo mitico pesce dalle squame d’oro? Il pescatore avveduto innanzitutto studia con attenzione la preda, in particolare le sue abitudini, perché per mettere in trappola qualcuno bisogna conoscerne le abitudini. Di che si nutre il nostro caro pesciolone? In che angolo del lago si rifugia per mangiare? Dove va a dormire? Dove amoreggia, e come?

L’arte dell’agguato inizia sempre e comunque con l’appostamento. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana il pescatore studia con pazienza la sua preda, finché a un tratto capisce di essersi sincronizzato. È una sensazione, una convinzione interiore: lui e il pesce sono diventati una cosa sola e a volte egli ha addirittura l’impressione di sapere un attimo prima quel che il pesce farà, dove andrà, come si comporterà. Ecco il momento giusto per tendere le trappole, posizionare le esche e portare a termine l’agguato. Comunque vada a finire, e di solito finisce bene, questo pescatore si è meritato la nostra stima e il nostro rispetto. La stima e il rispetto che si devono a un autentico creativo.

Se ho capito bene quando esco provetto pescatore dallo IAAD posso andare a fare l’art director o il copywriter.

Anche, e poi, oltre a quelli che hai citato tu, ci sono l’illustratore, il visualizer, il packaging designer, il fotografo, il web designer, l’app designer, lo sceneggiatore, il fashion designer, l’event manager, lo scenografo, il video maker, il type designer, il logo designer, l’account, il consulente marketing, il public relation manager, l’animation designer… Non sono così pochi! Tu che ne dici?